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Emozioni incomprensibili nel suo cuore, per questo i suoi occhi si inumidivano immediatamente e il suo corpo agiva di conseguenza, abbassamento della temperatura, un lieve tremore, parole che non fuoriuscivano più con naturalezza. L’idea in lui cambia repentinamente, ma sbaglia, perché può comprendere fino ad un certo punto; ma di una cosa è certa, la cattiveria dimora altrove. Il grado di attenzione e messa a fuoco dei pensieri altrui, gli consentivano di avere un ventaglio di idee per focalizzare meglio l’essenza di un individuo. Potrebbe essere considerato un potere speciale o un super potere, ma non è così. Qui è l’esistenza che ha portato il grado di sensibilità ad un livello che può sembrare insostenibile per i più, ma non per lui, che senza pretesa di superiorità, osserva come gli individui siano sempre in una sorte di trincea collettiva. Non vi sono più proiettili o baionette, ma parole come lame che in base alla scelta dello spessore, sanciscono l’esistenza dei più fragili, dei più vulnerabili. Una protezione da tutto ciò, l’aveva trovato nelle parole altrui, parole scritte, stampate su carta, dove i concetti venivano messi a fuoco e dove la reale natura dell’uomo viene portata ad un livello di chiarezza superiore, senza nebbie o foschie. Comprendere giorno dopo giorno tutto questo è quasi come venire a conoscenza di una verità nascosta di qualche familiare o conoscente più stretto. Di miserie umane si era nutrito, ma anche di un amore filiale che aveva lasciato solo qualche dubbio quando si manifestava in maniera violenta e incomprensibile, ma con il passare del tempo, avrebbe capito che anche questa è una plateale conseguenza della miseria umana. Come scoprire segreti inconfessabili, o vedere chiaramente un comportamento ambiguo che sa tanto di debolezza e mancanze affettive. Ne era impregnato lui e tutto ciò che orbitava attorno a lui, ma si preferiva il silenzio invece di risolvere in maniera chiara, con parole semplici, tutto questo malessere che come una cappa di fumo, aveva saturato tutti gli ambienti, anche quelli esterni. Forse si interrogava un po' troppo sull’insensibilità altrui, allo stesso tempo non pretendeva con volgarità, l’affetto mancato, magari lo desiderava, ma poi lo teneva stretto a sé e lo ricacciava dentro questo desiderio, soprattutto quando percepiva in modo inequivocabile, silenzi, sospiri, mancate attenzioni. Non valeva la pena per lui coltivare cattiveria, rancore, rabbia, perché sapeva le conseguenze dello svuotamento dell’anima dopo un’arrabbiatura. Si diventa più poveri, si diventa più amari, non brilliamo più di una luce che dovrebbe illuminare anche cammini altrui, ma sembriamo sempre più lampioni rotti in un vicolo cieco.
Per questo, con una maturità che non aveva mai percepito prima, era sempre più convinto che ormai la cattiveria dimora altrove, dove conta solo il vociare fragoroso che sovrasta un pensiero non superiore, ma semplicemente diverso.